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Borsellino, Servizi segreti e Castello Utveggio

Borsellino, Servizi segreti e Castello Utveggio10.0103

Non si può parlare dell’agenda rossa di Paolo Borsellino senza parlare del Castello Utveggio e dei servizi segreti.
Pochi sanno che il 19 luglio del 1992, a castello Utveggio aveva sede un ente regionale il C.e.r.i.s.d.i., un centro per formazione di manager aziendali.
Ancora meno persona sanno che il C.e.r.i.s.d.i. fosse solo una copertura. La verità processuale, invece, delinea che il Sisde vi avesse impiantato da tempo una sede sotto copertura.
Ma cosa centrano i servizi segreti con l’uccisione di Borsellino?
Ufficialmente niente, ma ufficiosamente molto.
Ricordiamo che Agnese Borsellino, in un’intervista a “La storia siamo noi” dichiara: “Stranamente negli ultimi giorni che precedettero via d’Amelio, mio marito mi faceva abbassare la serranda della stanza da letto, perché diceva che ci potevano osservare dal Castello Utveggio”. Quindi, partendo da qui, qualcosa i servizi segreti centrano!
Cosa molto strana, alquanto inspiegabile, e che inserisce totalmente i servizi segreti italiani in questa storia è che, qualche secondo dopo la strage, dal castello parte una telefonata che raggiunge Bruno Contrada, all’epoca a capo del Sisde a Palermo. Fin qui tutto quasi regolare se non fosse che la chiamata arriva dal telefono intestato a Paolo Borsellino. Ovvio che si tratta di un’utenza clonata. Ma perché?
I servizi segreti quindi erano al corrente del piano per l’uccisione di Borsellino altrimenti perché tanto interesse?
E se sapevano, perché l’omicidio è avvenuto lo stesso?
I conti non tornano, il cerchio non si chiude!
Si chiude solo pensando che il Sisde sia coinvolto nell’uccisione di Borsellino. Qualche prova può avvalorare questa tesi. In quegli anni si occupò del caso Gioacchino Genchi, all’epoca dirigente della Polizia di Stato a Palermo con l’incarico di direttore della zona telecomunicazioni del ministero dell’Interno per la Sicilia occidentale.
Il dirigente compie un sopralluogo al castello Utveggio insieme al capo della Mobile La Barbera. La sentenza del processo Borsellino bis riporta, testualmente: «Il dr. Genchi ha chiarito che l’ipotesi che il commando stragista potesse essere appostato nel castello Utevggio era stata formulata come ipotesi di lavoro investigativo che il suo gruppo considerava assai utile per ulteriori sviluppi; essa tuttavia era stata lasciata cadere da chi conduceva le indagini al tempo». La sentenza continua: «Nel castello aveva sede un ente regionale il C.e.r.i.s.d.i., dietro il quale avrebbe trovato copertura un organo del Sisde. La circostanza era stata negata dal Sisde che aveva così esposto ancor più gli uomini del gruppo investigativo costituito per indagare sulla strage». E’ opportuno a questo punto trascrivere letteralmente la deposizione di Genchi alla Corte di Caltanissetta: «Rilevo che il cellulare di Scaduto, un boss di Bagheria condannato all’ergastolo fra l’altro per l’omicidio di Ignazio Salvo che aveva tutta una serie di strani contatti con una serie di utenze del gruppo La Barbera. Cioè, del gruppo degli altofontesi, di cui parlavo anche in relazione a quei contatti con esponenti dei servizi segreti, rilevo che questa utenza aveva pure contatti con il C.e.r.i.s.d.i. Quindi, questo C.e.r.i.s.d.i. mi ritorna un po’ come punto di triangolazione». «C’è pure una telefonata, se ricordo bene, mi pare… di Scotto al C.e.r.i.s.d.i. Ovviamente, non so, avrà fatto un corso di eccellenza, perché là preparano manager, non so, avrà avuto le sue ragioni per telefonare».
In seguito alle indagini altre “stranezze” sonon state accertate.
Dalle indagini emerge che da ville situate sulla strada tra Villagrazia di Carini e Palermo partì una serie di telefonate per segnalare che Paolo stava arrivando!
Si scopre, inoltre, che nei 140 secondi intorno alle ore sedici cinquantotto minuti e venti secondi dell’esplosione, furono fatte delle telefonate indirizzate ad una barca ormeggiata nel golfo di Palermo per segnalare che l’esplosione era stata perfettamente sincronizzata con il suo arrivo.
Su quella barca c’era Bruno Contrada ed altri componenti dei servizi segreti civili.
Ancora coincidenze davvero strane!
L’ultima stranezza nelle indagini è che L’inchiesta fu archiaviata prima che potesse giungere a conclusione e Genchi fu trasferito ad altro incarico.
Insomma, siamo di fronte ad un’ennesimo omicidio di Stato, occultato a dovere dalle istituzioni!

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4 Responses to “Borsellino, Servizi segreti e Castello Utveggio”

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    tnx!!…

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    спасибо за инфу!!…

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    good info!…

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